Gruppo Charitas

Fra le scolture che più si ammiravano alla nostra XLVIII Esposizione di Belle Arti primeggiava un gruppo in marmo di un giovane Torinese: G. A. STUARDI. E’ fatto costante che nelle pubbliche Mostre artistiche, i soggetti che parlano al cuore hanno un successo assai maggiore che non le semplici manifestazioni del Bello e del Vero, scompagnate da un sentimento più intimo che interessi e commuova. Davanti al gruppo dello Stuardi, tutti si fermavano: Letterati ed Artigiani, Signore e Popolane, Credenti e Liberi pensatori, e tutti erano costretti dallo scalpello dell’Artista a pensare ed a meditare. Gran potenza dell’ingegno umano quello che conferisce al freddo marmo dei sentimenti che fanno riflettere, ed una espressione che s’impone alle menti anche meno colte. Che se poi, come nel caso nostro, alla nobiltà del soggetto, alla delicatezza del pensiero, l’artefice sa accoppiare la bravura della esecuzione, unanime diventa il coro degli ammiratori. Davanti al Charitas ho udito letterati evocare in versi commoventi i pietosi ricordi dei maggiori nostri Poeti; ho sentito Artigiani lodare con parola vibrata la eloquenza del marmo. Signore e Popolane si sentivano il ciglio inumidito osservando la calma rassegnazione della fanciulla, e la meste, soave e divina espressione della Consolatrix Afflictorum. Ma più caratteristico sembrò a me il plauso di due colte ed intelligenti persone che, divise dalle credenze, espressero l’opinione loro nel seguente modo:

– Il Credente – « Dove trovi, nella donna, che non abbia rinunziato al mondo, la dolcezza nello sguardo e la profonda pietà che animano e fanno palpitare questa monaca, per una fanciulla che forse non conosce neppure e forse ha raccolto or ora assiderata e morente alla porta del Convento….. »

– Il Libero pensatore – « Non cercare d’impressionarmi spostando così la questione. Io non nego la virtù ove si manifesta, e se le monache fanno del bene, non intendo rifiutarne loro il merito. Questo dico, che anche senza Monache, l’animo squistamente gentile della donna ed il suo cuore sovranamente caritatevole saranno sempre dedicati a sollevare le miserie dell’umanità! »

– Il Credente – « Ma che parli di Carità! …. Volevi dire filantropia….. Comunque, sta pur persuaso che l’animo gentile ed il cuore caritatevole della donna rimasta nella famiglia le parleranno avanti ogni altra cosa dei doveri e delle cure materne, per cui difficilmente si risolverà a trascurarli, per dedicarsi interamente agli abbandonati ed ai diseredati….. »

– Il Libero pensatore – « Oh! smetti, Padre Agostino, che di convertirmi non è l’ora. Che vuoi? Che io riconosca il talento dello Stuardi? Questo faccio ben volentieri, e tienti contento che io abbia ammirato….. una Monaca. »

Di Sambuy

Gruppo in marmo di Carrara del 1889, fu uno dei primi lavori dello scultore G. A. Stuardi con basamento di forma ottagonale dipinto a finto marmo nero. Ha come soggetto una suora vincenziana con una fanciulla. Fu una delle opere più ammirate alla Promotrice torinese del 1889, acquistata dal re Umberto.

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